La Flow State Scale

Dalla consapevolezza ad un progetto di padronanza

La complessità dell’esperienza di Flow ha portato diversi autori – negli anni - a sviluppare tecniche, protocolli e strumenti che ne favorissero la valutazione empirica.

Di particolare interesse la Flow State Scale, messa a punto da due ricercatori della University of Queensland di Brisbane (Australia), Susan A. Jackson e Herbert W. Marsh.

La Flow State Scale identifica 9 sottoscale che corrispondono alle nove dimensioni fondamentali del flow. Si tratta di uno strumento self-report volto ad indagare la percezione del vissuto di flow, considerato nella sua componente situazionale.

La richiesta è quella di rievocare una specifica situazione di resa ottimale, un episodio caratterizzato da totale assorbimento nell’attività praticata e da una sensazione di profondo appagamento: questo ne permette la comprensione e la replica in situazioni ottimali.

La traduzione della Flow State Scale in lingua italiana non ha comportato modifiche strutturali, come la connotazione semantica è rimasta invariata. Nel 2012 è stata validata nella sua versione di stato (Muzio & All.) e di tratto nel 2017 (Riva & All.).

Inizialmente pensata per indagare l’attività sportiva, solo successivamente è stata estesa ad altri contesti, in particolare a quello aziendale.

Marisa Muzio

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